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Luigi Sartorio atteso dalla famiglia presto in Italia

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 Luigi Sartorio atteso dalla famiglia presto in Italia Empty Luigi Sartorio atteso dalla famiglia presto in Italia

Messaggio Da mosquito Lun 24 Set 2012 - 1:01

per chi non sapesse di chi stiamo hablando,
poi nel caso apriamo pure un 3d apposito study ,
preciso che il Sartorio è uno dei 4 italiani coinvolti e condannati a kuba per l'orrendo affraid omicidio di una povera dodicenne ,deceduta partecipando a festini sessuali con anche la presenza di cubani,
avrebbe avuto un malessere dopo aver assunto alcool/droghe...i partecipanti si sarebbero impauriti ed anziche' portarla in ospedale,l'avrebbero caricata nel baule di un auto dove sarebbe poi deceduta per soffocamento..
per poi lasciarla coperta dalla sterpaglia poco fuori Bayamo..il fattaccio data al 14 maggio 2010...  Luigi Sartorio atteso dalla famiglia presto in Italia 1935420702


nei 2 mesi successivi vengono arrestati 3 italiani(oltre al Sartorio ,Pini e Malavasi..)mentre Fallani risultava irreperibile perlomeno in loco..
a fine settembre 2011 le condanne a 20 e 25 anni dei tre italianos presunti pedofili..
confermate in appello verso marzo 2012.. Exclamation


da notare poi come verso febbraio scorso alcuni blogger dissidenti(oltre alla stessa Yoani Sanchez che passa di visita su apello ricevuto dal Pini.. Shocked )
riescono ad introdurre una camara nascosta nel carcere del Combinado dell'este ...e fanno un po' di riprese de la carcel Shocked ..sulle condizioni generali..
e pure dei video di denuncia di alcuni stranieri..stranamente li' reclusi
(dico stranamente Rolling Eyes perche' esiste a kuba un carcel apposito per extranjeros ubicato alla Condesa ,dove di solito scontano la pena los yumas in condizioni un poco migliori di quelle presenti al Combinado dell'este..difatti in tale amena localita'(la Condesa) si troverebbe a scontare la pena il solo MALAVASI
mentre PINI e SARTORIO sono reclusi per l'appunto li' al Combinado dell'este..

insomma fra gli altri filmati,
esce pure un video del Sartorio dove ci racconta la sua versione dei fatti.. Shocked


vi consiglierei la visione anche per una migliore comprensione generale dell'accaduto: study







Ultima modifica di mosquito il Lun 24 Set 2012 - 1:29, modificato 3 volte
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Messaggio Da mosquito Lun 24 Set 2012 - 1:14

nel silenzio sulla vicenda seguito alla condanna in appello..
ad agosto scorso compare su cafe'fuerte..la notizia di un ricovero presso il Cire Garcia..il piu' noto ospedale habanero..reparto neurologia..con la prospettiva di operare un tumore cerebrale.. Shocked
la famiglia si sarebbe opposta non essendoci adeguate garanzie di buona riuscita dell'intervento..:

---------------------------------------------

http://cafefuerte.com/cuba/noticias-de-cuba/sociedad/2083-en-estado-grave-italiano-condenado-por-muerte-de-nina-cubana

Luigi Sartorio, un italiano condenado a 20 años de cárcel en Cuba por la muerte de una niña, está enfermo de gravedad en un hospital habanero y su familia pide que sea atendido en mejores condiciones médicas.

Sartorio, de 46 años, fue ingresado con un tumor cerebral en la sala de Neurología del Hospital Universitario General "Calixto García" en La Habana, y su situación es muy grave, dijo a CaféFuerte Padrín Fabrizio, representante de la familia Sartorio.

"Su salud ha degenerado en estas últimas semanas y necesita una operación urgente, ya sea en Cuba o en otra instalación en Italia, y que sea transportado en un avión especial para tal fin y con un médico a bordo", agregó Fabrizio.

Un familiar de Sartorio y representantes de la Embajada de Italia en La Habana lo han visitado en fecha reciente. El familiar observó que tiene problemas de lenguaje y comprensión.

Operación urgente

Fabrizio indicó que médicos del hospital "Calixto García" desean operarlo allí tan pronto como este jueves, a lo que la familia se opone alegando que el centro médico no tiene "condiciones aceptables para los estándares occidentales".

El hospital está actualmente bajo la lupa de las autoridades cubanas. A finales de junio fue arrestado el doctor Miguel Fonseca Aldana, director de la institución, fue arrestado junto a una decena de empleados en medio de una investicación por el presunto uso de las instalaciones para cirugías estéticas y otros servicios no autorizados que cobraban en divisas.

A mediados del 2010, la prensa oficial reportó que una docena de médicos del hospital fueron sancionados por un incidente de neglicencia médica que descuidó la atención a un anciano herido.

Más de 22 mil ingresos y unas 16 mil intervenciones quirúrgicas se realizan anualmente en esa conocida institución, cuya fundación se remonta a 1896.

El pasado noviembre, Sartorio fue condenado a 20 años de cárcel por un tribunal de la ciudad oriental de Bayamo bajo acusaciones de corrupción de menores tras la muerte de la niña Lilian Ramírez Espinosa.

La niña, de 12 años y asmática crónica, habría fallecido tras participar en una orgía sexual con consumo de alcohol. Al parecer perdió el conocimiento, fue dada por muerta y abandonada, todavía viva, en las afueras de la ciudad, ubicada en el extremo oriental de Cuba. Las autoridades forenses dictaminaron que murió de asfixia, posiblemente al ser trasladada en el maletero de un auto.

Confesión bajo tortura

Sartorio, quien cumplía su condena en la prisión del Combinado del Este, en La Habana, siempre ha mantenido su inocencia. Otros dos ciudadanos italianos, Angelo Malavasi y Simone Pini, cumplen 25 años de cárcel por asesinato y corrupción de menores.

Sartorio era dueño de una óptica en Verona y fue detenido en la provincia de Holguín el 2 de junio de 2010. Dijo posteriormente que confesó bajo tortura haber estado en la fiesta, cuando estaba en Italia en los primeros días de mayo, cuando se produjo el fallecimiento de la menor.

Simoni Pini también asegura que estaba en Italia cuando se produjo el trágico incidente.

"Me pusieron en una celda de dos metros de ancho ocho pies de largo y sin luz, aire y agua. Me vi obligado a decir que yo estaba presente en la fiesta, también a causa de mi inexperiencia y la tortura", escribió Sartorio en una carta a medios de prensa italianos, reproducida por el diario Corriere del Veneto.

El empresario tiene un hijo de poco más de dos años con una mujer cubana residente en Holguín, llamada Ilen.

Una ex novia cubana de Sartorio que habló meses atrás con CaféFuerte bajo condición de anonimato corroboró la versión de que el empresario estaba en Italia.

"Sé que es incapaz de matar a nadie, ni de meterse en drogas", dijo la joven, quien reside en Italia. Aseguró haberlo visto en mayo en la casa de la madre del empresario en Vicenza, donde ella se estaba quedando por esos días. "El tiene su casa en Verona pero siempre estaba en la de la mamá y ahí fue donde lo vi

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Messaggio Da mosquito Lun 24 Set 2012 - 1:21

ed ecco la noticia attuale study riportata da un quotidiano regionale,
di come la famigli stia aspettando qua in Italia il Sartorio..
che verra' cosi' stato "estradato" od espulso..molto probabilmente per motivi legati alla sua malattia e alle cure da seguire.. Rolling Eyes

............................................................

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2012/22-settembre-2012/cuba-malato-deve-curarsi-liberato-vicentino-giallo-luci-rosse-2111924448469.shtml


L’ottico vicentino Luigi Sartorio, che a Cuba sta scontando una condanna a 20 anni per «corruzione di minore», potrebbe rientrare presto in Italia per problemi di salute. Era già atteso nei giorni scorsi, ma il rimpatrio è stato posticipato. Il 46enne, conosciuto anche nel Veronese, dove fino a qualche anno fa gestiva dei negozi d’ottica, ha già firmato il documento redatto dall’autorità governativa locale (il cosiddetto «traslado», ossia trasferimento) con il quale ha fornito il suo assenso a lasciare l’isola, anche se non è ancora chiaro se nella forma dell’estradizione o dell’espulsione. Pare che sarà trasferito con la scorta dall’infermeria del carcere de L’Avana, dov’è recluso dal primo luglio del 2010, all’ospedale di Milano. Per essere curato in modo adeguato, dopo che a metà agosto ha avuto un tracollo improvviso che ha reso necessario l’immediato ricovero nell’ospedale della capitale dell'isola. «Speriamo arrivi presto, ce lo auguriamo di cuore dopo tutto quello che ha passato ingiustamente», dice la sorella Gilda Ornella Sartorio. «E’ stato trattato come un delinquente, recluso in condizioni estreme: un vero incubo» continua la donna, che attraverso un legale ha chiesto delucidazioni all’ambasciata. «Al telefono Gigio ci racconta di stare sufficientemente bene ma noi sappiamo che ha bisogno urgente di cure e soprattutto di una assistenza idonea. Mi auguro solo che non sia un’illusione o l’ennesima promessa non mantenuta».

A sperare di riabbracciare Sartorio anche l’amico del cuore, un vicentino che ha sempre voluto mantenere l’anonimato, e che ha seguito fin dall’inizio l’odissea del 46enne, che nell’isola ha una compagna e un figlio. «Ha bisogno di cure adeguate, che là non hanno la possibilità di dargli. E di questo il governo cubano è cosciente: così si spiega il provvedimento straordinario ». Un ulteriore motivo di preoccupazione per la famiglia e gli amici che dall’estate 2010 si battono per dimostrare l’innocenza dell’ottico. Fino a oggi non sono infatti bastate le numerose prove e una cinquantina di testimonianze a scagionarlo. Nemmeno le diverse interrogazioni parlamentari, gli appelli al ministero degli Esteri, e in ultimo al Papa, per ottenere la grazia o quantomeno l’estradizione. Nemmeno sottoporre il caso alla Corte dei diritti umani di Strasburgo e alla Croce Rossa internazionale ha portato a qualcosa. Invano il 46enne si è professato innocente, presentando a tempo di record, grazie ad amici ed avvocati berici e veronesi, testimonianze, report fotografici, titoli di viaggio e documentazione che dimostrassero la sua estraneità ai festini a luci rosse con minori e all’omicidio di una baby prostituta. Dopo oltre un anno di carcere in condizioni estreme, è stato condannato a 20 anni per corruzione di minori. Sentenza confermata anche in secondo grado.


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Messaggio Da arcoiris Lun 24 Set 2012 - 10:22

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Messaggio Da mosquito Sab 29 Set 2012 - 16:58

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/414965_in_carcere_a_cuba_giallo_sul_rientro_e_sartorio_sta_male/

Luigi Sartorio doveva arrivare lunedì 17 alla Malpensa direttamente da Cuba
. Poi secondo gli accordi gli agenti dell'Avana lo avrebbero accompagnato in manette fino a Milano e consegnato alla polizia italiana.

Invece quell'aereo non è mai arrivato e Sartorio, il 46enne ottico vicentino in galera all'Avana dal giugno 2010 con l'accusa di corruzione di minorenne, è ancora nel carcere del Combinado de l'Este. Anzi, nell'infermeria della prigione.
Perché dopo una delicata operazione chirurgica ancora mesi fa le sue condizioni di salute sono a dir poco precarie.

Situazione difficile, per la sua famiglia. E stressante. Perché quel documento di “espulsione” dal Paese preparato dal ministero cubano e firmato da Sartorio risale ancora a giugno. Ma per gli insondabili misteri della burocrazia dell'Avana tutto è ancora fermo

. Come conferma Fabrizio Padrin, un amico di Sartorio in stretto contatto con i familiari: «Il problema è che Luigi non è nelle condizioni di salute per poter aspettare troppo tempo: al massimo fra un paio di mesi deve essere qui per curarsi. Doveva tornare a metà settembre, invece niente. E non sappiamo ancora quando prenderà quell'aereo»

. Un'attesa snervante. Anche perché, dice Padrin «l'ultima volta lo abbiamo sentito al telefono una decina di giorni fa. Poi solo l'ambasciata italiana, che ci aiuta molto, è riuscita a sapere qualcosa». La famiglia sta anche pensando di inviare all'Avana il fratello di Luigi, ma ci hanno già detto che non servirebbe a nulla». Insomma è una situazione di stallo, con in più la preoccupazione per la salute dell'uomo.

Salute che è alla base di quella specie di decreto di espulsione, che in cubano si chiama “traslado”. Un decreto nato, conferma lo stesso Padrin, dopo quell'appello della famiglia a Benedetto XVI poco prima della sua visita a Cuba: «Sì, è stato quello che ha sbloccato la situazione. Dopo quella visita ci sono stati vari incontri tra alti prelati e le autorità cubane. E a fine giugno hanno chiamato Luigi per fargli firmare l'espulsione che significa il suo ritorno a casa».

Insomma dopo quell'improvvisa operazione chirurgica che richiede adesso cure impegnative c'è stato il lavoro della diplomazia vaticana. Le autorità cubane avevano già accolto l'arrivo di Benedetto XVI firmando un'amnistia per 2.900 detenuti, fra cui quattro italiani. Ma fra loro non c'erano Sartorio e compagni di galera. I familiari dei tre italiani erano riusciti comunque a presentare la documentazione del caso in Vaticano. Il dossier è arrivato fin sulla scrivania di monsignor Angelo Becciu, della Segreteria di Stato ed ex nunzio proprio a Cuba, che accompagnava il Papa nel suo viaggio. Una copia era giunta anche a L'Avana al nunzio, monsignor Bruno Musarò. Una delle possibilità che venivano proposte alle autorità cubane era di far scontare la pena in Italia, come previsto da un trattato tra Italia e Cuba siglato nel 1998. E così infatti è andata, con quella firma sul “traslado” che evita alle autorità cubane il rischio di dove rispondere per un detenuto morto. Perché quello è il rischio, se Sartorio non sarà sottoposto alle terapie adeguate. Il problema è che neanche la diplomazia vaticana almeno in questa fase può nulla contro i misteri della burocrazia dell'Avana: documento firmato, nulla osta al trasferimento dell'ottico vicentino in Italia per le cure (anche se malato Sartorio potrebbe salire sull'aereo per Milano già domani) ma tutto si è fermato. «L'importante è che entro un tempo relativamente breve, diciamo un paio di mesi, Luigi sia qui per curarsi - continua l'amico -. E per fortuna i medici cubani sono stati all'altezza, sono stati bravi e disponibili». Quanto al processo, è un problema di cui occuparsi più tardi. Se ci sarà la possibuilità di una revisione, tanto meglio per Sartorio e la famiglia. Ma adesso l'urgenza è un'altra: salvargli la vita. Con il vicentino sono detenuti altri due italiani, Angelo Malavasi, 45enne di Mirandola e Simone Pini, 43 anni di Firenze. Tutti e tre fin da subito si sono detti innocenti per la morte di quella ragazzina, stroncata dalla cocaina durante un festino-orgia. C'erano state interrogazioni parlamentari, lettere al ministero degli Esteri, appelli al Tribunale dei diritti umani a Strasburgo. E anche quell'appello al Papa affinchè convincesse le autorità cubane a estradare i tre italiani per far scontare la condanna nelle carceri della nostra Penisola. Almeno per Sartorio la prima parte è fatta.
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Messaggio Da mosquito Sab 29 Set 2012 - 17:03

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entonces ,a giudicare da esto articolo,
pare che la diplomazia king vaticana,
sirve maggiormente di quella italiana Twisted Evil

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Messaggio Da mosquito Lun 13 Mag 2013 - 1:17

con un poco de retraso Rolling Eyes ,ma a fine aprile scorso,il Sartorio al final è riuscito a rientrare in patria..Exclamation

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/cronaca/2013/30-aprile-2013/si-trova-volo-diretto-roma-vicentino-arrestato-cuba-212908109793.shtml

Si trova in volo diretto a Roma
il vicentino arrestato a Cuba


Condannato per corruzione di minore, si è sempre detto innocente. Scortato dall’Interpol, l’ottico è atteso oggi a Fiumicino



IL CASO
Si trova in volo diretto a Roma
il vicentino arrestato a Cuba
Condannato per corruzione di minore, si è sempre detto innocente. Scortato dall’Interpol, l’ottico è atteso oggi a Fiumicino
VICENZA — Luigi Sartorio rientra il 30 aprile in Italia. L’ottico vicentino, in carcere a Cuba dal luglio del 2010 e condannato a 20 anni per corruzione di minore, mette piede in giornata all’aeroporto di Roma Fiumicino. Ha lasciato l’infermeria del carcere di L’Avana la sera del 29 aprile ore locali ed è stato imbarcato sul volo che ha fatto scalo ad Amsterdam. Scortato dall’Interpol, una volta in Italia verrà affidato alla nostra polizia che lo accompagnerà fino al carcere di Rebibbia. Nei giorni successivi per l’ottico conosciuto anche nel Veronese cominceranno le visite all’ospedale Sandro Pertini della capitale e poi si spera in un riavvicinamento a casa, in strutture specializzate che possano curare la malattia che lo attanaglia da tempo e che la scorsa estate è tornata a logorarlo, rendendo necessario un intervento d’urgenza.
«Non so quanto tempo mi rimane ancora da vivere: mesi, forse anni. Spero solo sia la volta buona, che io possa tornare in Italia per essere curato. Non so nemmeno cosa sono le medicine che mi fanno prendere qui. Il mal di testa mi tormenta a tutte le ore, il fisico è sempre più debilitato» sono state le parole del 46enne nelle ultime telefonate con l’amico Fabrizio Padrin che l’ha sempre sostenuto durante tutto il periodo della sua detenzione nell’isola caraibica, battendosi, in modo estenuante, per dimostrare la sua innocenza. La sua estraneità ai festini a luci rosse con ragazzine, alla pesante accusa di corruzione di minore che gli è costata una condanna a 20 anni, confermata anche in secondo grado, nonostante le numerose prove e testimonianze che lo scagionano. È stato invece scagionato dall’omicidio di una baby prostituta, reato che è rimasto in piedi per gli altri due italiani, Angelo Malavasi e Simone Pini, condannati a 25 anni. Con Fabrizio Padrin anche la famiglia dell’ottico: caparbi ed in sinergia tra loro, si sono mossi su più fronti. Ma interrogazioni parlamentari, interpellanze al ministero degli Esteri, richieste di grazia o di estradizione al Papa non hanno sortito l’effetto sperato. Nemmeno sottoporre il caso alla Corte dei diritti umani di Strasburgo e alla Croce Rossa internazionale ha portato a qualcosa.
Sartorio doveva ammalarsi, e gravemente, per lasciare quell’incubo e quell’isola, dove ha una compagna e un figlio. Ora per lui, in Italia, potrebbe esserci la revisione del processo. Al momento ha già scontato due anni e nove mesi di carcere per un’accusa che pare non reggere all’evidenza di numerose prove e testimonianze, prime tra tutte quelle che lo vogliono a casa nel periodo dei fatti contestati. «Hanno riconosciuto il loro errore nel momento in cui hanno espulso dalla polizia gli agenti che hanno accusato Luigi - fa sapere Padrin - ed ora non si potevano permettere che lui facesse una brutta fine. Sapevano già della sua malattia, ma quest’estate è degenerata. Solo che dovevano correre ai ripari subito». I lunghi tempi burocratici hanno fatto il resto. Il documento redatto dall’autorità governativa locale - denominato «traslado», trasferimento, espulsione - firmato dallo stesso Luigi Sartorio, è di settembre. Poi è stata la volta delle autorizzazioni del Ministero di Grazia e Giustizia e del tribunale di Venezia. La notizia del suo rientro in Italia è rimbalzata per settimane, poi divenute interminabili mesi, più di sei. Finalmente il rientro in Italia non è più una speranza, è realtà. «La priorità? La sua salute, un nuovo processo può aspettare: prima deve rimettersi» dice chi gli vuole bene e non vede l’ora di riabbracciarlo. Che non nasconde però le aspettative su un’eventuale revisione del processo, per arrivare ad ammettere le decine di prove, foto e titoli di viaggio, assieme alla cinquantina di testimonianze, per scagionarlo e mettere fine all’incubo.
Benedetta Centin
30 aprile 2013

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Messaggio Da mosquito Lun 13 Mag 2013 - 1:24

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2013/30-aprile-2013/sartorio-roma-fine-incubo-212915759948.shtml
Sartorio a Roma, è la fine dell'incubo

Il vicentino è in Italia dopo due anni e nove mesi di carcere a Cuba. Ora potrò curarsi



IL CASO
Sartorio a Roma, è la fine dell'incubo
Il vicentino è in Italia dopo due anni e nove mesi di carcere a Cuba. Ora potrò curarsi
VICENZA — E’ ufficiale: Luigi Sartorio è rientrato in Italia. L’ottico vicentino, conosciuto anche a Verona dove fino a qualche tempo fa aveva un negozio, il 30 aprile all’ora di pranzo ha rimesso piedi nel suo paese d’origine. Dopo due anni e nove mesi di carcere a Cuba, per un’accusa, quella di corruzione di minore, che non regge all’evidenza di numerose prove e testimonianze, prime tra tutte quelle che lo vogliono a casa nel periodo dei fatti contestati. A riportarlo in Italia, dopo l’incubo vissuto negli ultimi anni in una cella di L’Avana, a chilometri di distanza da Vicenza, il suo precario stato di salute, che ha convinto le autorità dell’isola all’espulsione, perché possa ottenere cure adeguate. Il documento redatto - denominato «traslado», trasferimento – era stato firmato già a settembre.
Ma sono passati sette mesi per concludere l’iter burocratico delle autorizzazioni, anche da parte degli organi italiani. Una data di rientro era già stata fissata nelle scorse settimane, e poi posticipata, fino a quella del 29 aprile, per la partenza dall’isola, dove il 46enne ha compagna e figlio di pochi anni. Famigliari ed amici di Luigi sono rimasti in ansia per diverse ore lunedì sera, mettendo in previsione cambi di programma dell’ultimo momento ed inconvenienti. Un’attesa snervante. Almeno fino a quando non è arrivata la comunicazione ufficiale dell’Ambasciata: «Sartorio è stato imbarcato per l’Italia». L’ottico 46enne, scortato dall’Interpol durante tutta la tratta aerea, da L’Avana a Roma, con scalo ad Amsterdam, è sbarcato all’ora di pranzo all’aeroporto di Fiumicino, con un leggero ritardo rispetto al previsto. Una grande emozione per l’ottico che presto potrà riabbracciare la sua famiglia. Per ora è stato accompagnato al carcere di Rebibbia. Nei giorni successivi cominceranno le visite all’ospedale Sandro Pertini della capitale e poi si spera in un riavvicinamento a casa, in strutture specializzate che possano curare la malattia la scorsa estate è tornata a logorarlo, rendendo necessario un intervento d’urgenza.

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